La storia del famoso cappello da chef

Chiamato originariamente toque blanche, è il simbolo di una professione di enorme importanza nel nostro paese: si tratta dell’inconfondibile cappello da cuoco. Questo copricapo si caratterizza per le pieghe, per la forma gonfia in cima e per il colore immacolato. È il simbolo per eccellenza della professione culinaria, contraddistingue il capo chef ed è parte essenziale dell’abbigliamento di ogni cuoco. Il cappello da chef è nato in Francia verso i primi anni dell’800 ed è stato utilizzato per la prima volta dal cuoco Alfred Suzanne. Egli attribuì l’idea all’illustre chef francese Marie-Antoine Carême, in servizio alle cucine di Giorgio IV del Regno Unito e suo contemporaneo, il quale diffuse la moda di utilizzare un cappello da cuoco rigido e alto per una maggior areazione e traspirazione del sudore del cuoio capelluto. Carême decise inoltre di alleggerirlo di spessore usando cotone sottile e inamidato.

In cucina, cappello da cucina o bandana?

In cucina è fondamentale evitare di contaminare i piatti con i capelli: per questo bisogna indossare il cappello da cucina o la bandana. Si tratta inoltre di due elementi simbolo che contraddistinguono l’attività ed il ruolo dello chef, con una storia antichissima alle spalle. Giblor’s propone per questo importante settore una vasta scelta di accessori, tutti venduti all’interno dei punti vendita di Milano e Brescia. La Toque o cappello da chef può essere acquistata in taglia unica in 65% poliestere e 35% cotone ed è disponibile nei colori nero, bluette e rosso. Il cappello da cucina bordeaux è invece realizzato in 50% cotone e 50% poliestere. In alternativa, sempre in 65% poliestere e 35% cotone, si possono scegliere le bandane classiche o preformate.